::13/03/2009

::arcade music milestones

::ammC'erano, una volta.
C'erano una volta le macchine del divertimento videoludico che, impossibilitate al tempo nel gestire direttamente brani musicali, dovevano fare affidamento a rudimentali microprocessori del suono.
Ce n'era una notevole gamma, erano scelti volta per volta secondo criteri di tecnologia e risparmio sul prodotto finale, ed alcuni divennero più rinomati di altri. Eppure, la disparità di qualità del suono risultante non si è mai seriamente rivelata un ostacolo: anche dagli IC più datati ed economici, un compositore capace poteva tirar fuori quella musichetta che ti sarebbe entrata in testa per sempre, una sòrta di àncora della memoria alla quale aggrapparsi alla ricerca dei ricordi dell'adolescenza.

C'erano una volta console ed home computer domestici da un lato, e coin-op da sala e da bar dall'altro. Ed erano imparagonabili.
Era imparagonabile addirittura lo stesso mood collettivo: l'ambiente della sala giochi, saturo di odori sgradevoli ma riconoscibili, e di canzoncine digitali provenienti dai riproduttori sempre un po' dimessi dei cabinati, è stata per tutti una esperienza di gruppo indimenticabile, tanto indimenticabile da far partire iniziative davvero particolari, come l'archiviazione di suoni ambientali delle sale arcade più rinomate.

Le nuove frontiere nel campo dell'emulazione delle vecchie schede da bar, ci permettono oggigiorno di preservare questo patrimonio emozionale dall'aggressiva incuria del tempo. Creati e prodotti da Kekule, e distribuiti da Vikk, ecco a vostra disposizione i 4 volumi del più ampio e variegato omaggio alle colonne sonore dei coin-op anni '80-'90!
Cliccate sulle icone per scaricare. Push 1P button to enjoy!

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::amm4

Tutti i brani inclusi nei 4 album, sono disponibili in streaming nella MAMEchannel Radio, disponibile anche come applicazione FaceBook.

::Arcade Music Milestones 1
1. Isao Abe, Syun Nishigaki - 1 - Intro (1:40)
2. Shinji Hosoe - 2 - Area 1 (3:33)
3. Hiroshi Miyauchi - 3 - Main Theme (2:00)
4. Motoaki Furukawa - 4 - Attract (0:56)
5. Yuko K. Takehara, Masato Koda - 5 - Theme Of Strider Hiryu (2:26)
6. Yasuhisa Watanabe - 6 - Tune 1 (3:28)
7. Konami Kukeiha Club - 7 - Opening Theme (0:34)
8. Tsukasa Tawada - 8 - Tune 2 (1:15)
9. Hiroshi Miyauchi - 9 - Theme (3:18)
10. Yuko K. Takehara, Masato Koda - 10 - Player Select (0:47)
11. Konami Kukeiha Club - 11 - Burning Heat (1:20)
12. Katsuhiro Hayashi, Koichi Namiki - 12 - Hard Road (3:13)
13. Hide-Kaz, Abraham, Manabu Namiki, Mr. Takami - 13 - Level 1 (2:12)
14. Kenji Yoshida - 14 - Dangar Ufo Robo (2:29)
15. Yasuhisa Watanabe - 15 - Boss Tune (1:28)
16. SEGA/Kekule - 16 - Medley (1:53)
17. Masahiro Yuge - 17 - Truxton (2:06)
18. Konami Kukeiha Club - 18 - Synthetic Life (1:34)
19. Kazuko Umino, Yasuko Yamada - 19 - Journey to PaoPao Island! (1:46)
20. Hiroshi Miyauchi - 20 - Magical Sound Shower (6:05)
21. Konami Kukeiha Club - 21 - Sand Storm (2:57)
22. Kenji Yoshida - 22 - Hiscore (1:20)
23. Katsuhiro Hayashi, Koichi Namiki - 23 - Name Entry (0:37)

::Arcade Music Milestones 2
1. Technouchi - 1 - Down to the Earth (0:15)
2. Zuntata - 2 - Fake (2:00)
3. Zuntata - 3 - The New Zealand Story (1:49)
4. Konami Kukeiha Club - 4 - Prelude of Legend (1:00)
5. Azusa Hara, Hiroaki Yoshida - 5 - Level 2 (2:27)
6. Shin-ichi Sakamoto - 6 - Naoki Theme (3:17)
7. Yasushi Kaminishi, Masahiro Yuge - 7 - Fighter Selection (1:02)
8. Cameo Matano, Dokuo Umeno - 8 - Even the Patience of a Pierrot has Limits (2:00)
9. Shin-ichi Sakamoto - 9 - Beach (1:23)
10. Masahiro Kusunoki - 10 - Stage C (2:37)
11. Prophet Fukami, M.Puddin' Satoko, Sitar Senoo - 11 - In the Crane Game (2:25)
12. Tamayo Kawamoto - 12 - Hiscore (2:05)
13. Ryuichi Yabuki, Nanpei Misawa - 13 - Hello Mr. Cyborg (2:43)
14. Cameo Matano, Dokuo Umeno - 14 - Labyrinth (1:16)
15. Konami - 15 - Disco Stage (1:47)
16. Prophet Fuka, Everybody, Kishimaro - 16 - Are You Ready To Have A Good Time (2:43)
17. Hiroshi Miyauchi - 17 - Splash Wave (5:45)
18. Zuntata - 18 - Daddy Mulk (4:37)
19. You Takamine, Naoki Maeda - 19 - Sensation (2:24)
20. SEGA Sound Team - 20 - Final Class (1:05)

::Arcade Music Milestones 3
1. Toshio Kai - 1 - Puckman (0:04)
2. Ackey, Yassun, Hori-Hori, Okan, Q-Jirou - 2 - Loose Genius (2:46)
3. Harumi Fujita - 3 - Area 1 (3:08)
4. S.S.T. Band - 4 - Final Take Off (3:53)
5. Hisayoshi Ogura - 5 - Medley (3:29)
6. Zuntata - 6 - Refrain (1:37)
7. Konami - 7 - Keep On Riding (2:50)
8. S.S.T. Band - 8 - Maximum Power (1:14)
9. Ackey, Yassun, Hori-Hori, Okan, Q-Jirou - 9 - Spread The Wings (2:30)
10. Mikio Saito - 10 - Shadow Soldier (2:55)
11. Zuntata - 11 - Aggressive World (2:10)
12. Harumi Fujita - 12 - Area 2 (2:01)
13. ADK - 13 - Medley (2:57)
14. Ackey, Yassun, Hori-Hori, Okan, Q-Jirou - 14 - Too Honest (2:47)
15. Kaori Shimizu - 15 - Fire! (1:17)
16. S.S.T. Band - 16 - City 202 (1:00)
17. Kazunaka Yamane - 17 - Arrival Of The Black Warriors (3:17)
18. Yasuhiro Takagi - 18 - Keep Your Heart (7:15)
19. SNK - 19 - Main Theme and Game Over (2:35)
20. Harumi Fujita - 20 - Enter Your Name (1:31)
21. Zuntata - 21 - Name (0:54)

::Arcade Music Milestones 4
1. SNK - 01 - Neo Geo Logo (0:08)
2. Zuntata - 02 - Olga Breeze (3:49)
3. Konami Kukeiha Club - 03 - Opening + More! More! Tokimeki (2:23)
4. Mashahiro Inoue - 04 - Medley (2:32)
5. Kazunaka Yamane - 05 - Opening Theme (2:38)
6. Jaleco - 06 - All Stages Medley.mp3 (5:42)
7. SRCG - 07 - Multiball (2:25)
8. Hisayoshi Ogura - 08 - Medley (1:14)
9. Yasuhiro Takagi - 09 - Shake The Street (3:14)
10. SNK - 10 - Hoshinofuru Yoru (2:58)
11. Konami - 11 - BGM1 (2:09)
12. Jouji Iijima - 12 - Beyond The Galaxy (3:25)
13. Irem Sound Team - 13 - Battle Theme (1:38)
14. Hisayoshi Ogura - 14 - Medley (1:09)
15. Technos Japan - 15 - 2nd Shmup Stage (1:48)
16. Konami - 16 - BGM2 (1:50)
17. Kaneko - 17 - Round 1-2 (1:19)
18. Zuntata - 18 - Cosmic Air Way (2:47)
19. Irem Sound Team - 19 - Granulationes (1:22)
20. Konami - 20 - Demo (0:53)
21. Hisayoshi Ogura - 21 - Theme (1:32)
22. Masaki Kase - 22 - World Wide Connection (3:09)
23. DX21 Kawagen Y8950 - 23 - Ending Staff Roll (2:10)

»::Kekule | musica, retroware | 01:26 | ::commenti (3)

::18/02/2009

::folk band!

Cosa mancava al parco dei videogiochi musicali per potersi dire davvero davvero completo?
Semplice! Contenuti musicali che potessero andare oltre la musica truzzetta popolar-rockettara che piace al trentenne con un finto passato da punk del liceo di Boscotrecase; inoltre, una vasta, smisurata scelta di strumenti da suonare, del tutto indipendente dai singoli brani.
::folk band boxartA riempire tale imperdonabile buco, ecco arrivare l'ultima meraviglia di casa Harmonix: Folk Band™!

Non solo Folk Band™ offre al giocatore il meglio della musica folk di tutto il mondo in una cornice grafica in gran spolvero, ma mette a disposizione ai suoi fruitori un dispendio impressionante di strumentistica ludica, un pozzo senza fondo di cembali, violini, djembe, banjo, mandolini, mandole, koto, arpe, cornamuse, bombashi, bongo, kawala e chi più ne ha più ne metta...per un totale di 65 diversi giocattolosi strumenti con i quali giocare e rigiocare i propri brani folk preferiti!
Con questi numeri, Folk Band™ ha proprio il sapore del videogioco musicale definitivo!

Le sorprese non finiscono qui, almeno per il pubblico italiano: ad ideare il gioco e svilupparne il core code è una piccola ditta di casa nostra, la "30nism", che opera tra Firenze e Milano, e che aveva inizialmente portato avanti il progetto pensando di alimentarlo sì con pezzi folk solamente nostrani, ma soprattutto con brani di cantautori italiani che al folk devono molto.
Infatti, già a partire dal primo pack base, insieme a nomi esterofili quali (non metto neanche i link, che diamine!) The Real McKenzies, Clannad, The Chieftains, Madredeus, The Kelly Family, Inti-Illimani, Tunng, The Dubliners e via dicendo; insieme a folk band italiane come Nuova Compagnia di Canto Popolare, Musicanova, Briganti di Frontiera; fanno bella mostra di sé vari brani di Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Peppe Barra, Francesco Guccini e molti molti altri, qualcuno anche inserito forzando come "folk" un cantautorato non propriamente tale e sicuramente poco esportabile (Piero Ciampi, Luigi Tenco), ma preservato nel gioco per ferreo volere degli autori.
Niente di realmente confrontabile, però, con l'intera produzione folk di Fabrizio De André, con alcune strane ma gradevoli aggiunte opzionali (una versione "extended" di "La canzone di Marinella" con versi aggiuntivi/alternativi), tesoro che potrebbe fare pack a sé per estensione e completezza.

Folk Band™ rimpingua di linfa vitale la celeberrima serie di giochi del genere. Già con gli illustri predecessori era possibile divertirsi in casa tra amici e parenti, in un colorato tripudio autoipnotico scacciapensieri, un collante sociale, affettivo o parentale, senza altri meriti che non fossero la coordinazione occhio-mano, e che insinua alla fine della sessione di gioco la sensazione di aver collaborato alla costruzione cooperativa di un qualcosa.
Da elementari ma divertenti ipnocalmieranti sociali, con Folk Band™ i giochi musicali vanno anche a placare i tuoi vuoti etici. Amare poetica e sentimento di un De André solo per vie auditive, ti lascia comunque libero di comportarti esattamente in modo opposto nel lavoro, negli affetti, nella vita di tutti i giorni. Ma in certi momenti, quello che sei e che fai, e quello che vorresti fare ed essere, cozzano portandoti a chiederti scomode domande. Con Folk Band™ no, con Folk Band™ si raggiunge una utopia che ha dell'orwelliano: giocare balalaika alla mano, e replicare ludicamente i testi più sentiti di Faber con a fianco il datore di lavoro, la propria compagna, lo zio scettico, spegne in una guazza di comune divertito nulla il sentore dell'attrito tra essere e sperare di essere, cauterizzando del tutto qualsiasi ferita segno di contrasto esistente.
Sotto quest'ottica, Folk Band™ va a ricoprire un ruolo importante nel passaggio di ognuno di noi verso quella matura stabilità situazionale, come lo ricopre per un bimbo la formina geometrica da incastrare nel foro giusto.

"It's time to grow up, time for permanence. It's time for Folk Band™!".
Folk Band™ / 30nism Games Italia / Harmonix Music Systems / MTV Games / EA

»::Kekule | fuffa, societa | 00:20 | ::commenti (16)

::23/11/2008

::renault reazionaria

::come la va la va andrà male

Ricordi quando dicevi che le ragazze non servivano a niente? Quando dicevi che non avresti mai usato un computer? Quando dicevi che non ti saresti mai tagliato i capelli?
Ricordi quando dicevi che Renault non faceva per te?

Non lo hai ancora capito che chi ti vende le cose sa aspettarti al varco, ad ogni tuo passo generazionale, falso o meno che sia? Non vedi come riusciamo ad illuderti che tu sia meglio ora?
Non servivano a niente le ragazze, eh? Eccoti lì, sposato per una motivazione che sta nel mezzo tra la sicurezza di un affetto abitudinario e la costrizione naturale di un primo figlio inaspettato.
Mai un computer? E la pancetta che ti cresce mentre giochi a PES, chino, ipnotizzato sul plasma del living, dove la metti?
I capelli lunghi, ma siamo seri! Al primo accenno di stempiatura te la sei fatta sotto, ed ora ti radi fingendo tu lo faccia per scelta!

E quindi su, dai! Suggella anche tu l'ingresso in questa bella società di megabaccelli da invasione degli ultracorpi triste, non fare il Sutherland urlante. Compra anche tu l'auto giusta, l'auto per l'uomo calvo, sentimentalmente agonizzante, quotidianamente larvale, l'uomo che piace a noi del Mercato.

»::Kekule | comunicazione | 23:57 | ::commenti (6)

::11/11/2008

::new trulls

Oh per intendersi subito: questo post è ignorante fino al midollo, è disinformato sull'argomento, non è per niente interessato a biografie discografie e curiosità. Cercate da altre parti, in quel caso.

È che c'è questa terribile ondata indie che spira dalle ventose sponde della Puglia, tutto un fiorire di giovani promesse musicali, in particolar modo quelle che ripropongono l'easy 60's, l'exploitika rimodernata, il retrò con eletttronica aggiunta. ::il mio nuovo music clubCome ricorda il nostro vate Vikk nella sua ben più professionale biografia degli Il Genio, l'ondata dei vari Superpartners, Fitness Forever, Il Genio, non rinnega le sue origini, effettive o solo radicali, dall'emerito Studio Davoli.
Carini freschi giovani, e vediamo chi davvero resisterà alle intemperie del mercato musicale.

Ma ciò che davvero mi preme evidenziare, è un pezzo meraviglioso dei Fitness Forever davvero in sintonia con taaante tante tante cose scritte qui ed altrove, la terza traccia di un album di prossima uscita che secondo me, ma anche secondo molti altri blogger ben più ferrati riguardo la scena indie italiana, ha tutte le carte in regola per farsi ricordare.

Vi invito in massa sul loro MySpace ad ascoltare "L'anarchica pugliese".
"L'anarchica pugliese" contiene in poco testo tutta l'essenza magnificamente ridondante della fuorisede che cerca in biblioteca gli angolini intimisti per i suoi imbrocchi amorosi di parte, delle sue partecipazioni alternative ed internazionali, del lessico amoroso che crede (ma fa bene, eh!) di aver usato in senso borderline sola tra pochi in quel contesto. Il tutto in allegria e giustamente aldilà di qualsiasi sarcasmo, perché così è.

Questo blog già prova una certa simpatia per i Fitness Forever, è innegabile ormai.

»::Kekule | musica, fuffa | 18:02 | ::commenti (5)

::09/10/2008

::c'è un pacco per te

::apra subito per non perdere la fregaturaMa sapete che quasi quasi stavolta me la facevano sotto il naso? Che quasi non me ne accorgevo?

No, è che c'è questa colossale crisi economica mondiale, questo nuovo '29 sventolatoci sotto il naso come preludio a cose brutte ma brutte parecchio.
Parallelismi storici a bizzeffe, timori di conflitti allargati, fantaeconomia del buono fruttifero postale, chemin de fer dei tassi di sconto, divinazioni delle ripercussioni sui costi reali della vita. Se ne stanno davvero sentendo di tutti i toni.

Io stesso ne ho sentite talmente tante da confondermi per un attimo. Ma poi.
Ma poi ci arrivi: nulla mi toglie dalla testa che sono semplicemente pronti i pacchi. Dopo il gran fattaccio dei mutui facili americani, dopo la ripercussione europea delle mancanze indotte di liquidi, dopo tanti Gx dove x sta per un numero qualsiasi per arrivare a dire G8 G4 e tante altre sigle ormai prive di significato, e soprattutto dopo tanto contrattar di banche; dopo tutto questo ed anche di più, ecco che da qualche parte, chissà sotto quale cammuffamento, chissà con quale falso nome, i pacchi sono pronti.

I pacchi contengono la fregatura per i piccoli contribuenti, le cui perdite economiche andranno a colmare gli azzardi compiuti da pochi oligarchi del mercato per strizzare fino all'ultimo un sistema morente. Sono pacchi simili ai bond argentini, all'affaire Parmalat; stavolta sono più grandi, più complessi, più elaborati, e per di più incartati con qualcosa di politico, studiata per farli sembrare più innocui all'inizio, ma per cautelarsi dalla restituzione del maltolto alla fine. Qualcosa tipo questo.
Deve essere stato lungo e complicato mettersi d'accordo a livello internazionale per sintetizzarli, ma quando qualcuno appicca foglie per far fumo, e per far uscire i topi allo scoperto al grido di "Salvate i vostri risparmi, investite!", è evidente come i pacchi trappola siano già innescati.
Ed attendono i meno resistenti alla tensione.

»::Kekule | societa | 17:45 | ::commenti (12)

::14/09/2008

::cadute di stilo

::elementi di cronaca fondamentale

E non solo! Dalla traiettoria di caduta, i contadini del posto hanno saputo leggervi il calendario della semina per i prossimi sette anni, le fasi lunari, gli avventi dei corpi celesti.
Nel punto esatto in cui il Sacro Alimento ha toccato il terreno, il miracolo: come portato da un vento divino, dal nulla, è sorto un monastero di formiche francescane inneggianti al Signore.

Al contatto con la nuda terra dell'Agnello Carboidrato, è seguito un sordo evento sismico, registrato da tutti i laboratori circostanti Lourdes, protagonista di un ulteriore miracoloso segno divino. Infatti, tutti i sismogrammi risultavano essere questa frase di senso compiuto:"Sarà ora di cominciare a curarsi sul serio?"

»::Kekule | fuffa, comunicazione | 13:35 | ::commenti (5)

::26/08/2008

::il divo

::il divoSul finire di questa mia strana estate mishimiana e donchischiottesca, non potevo farmi scappare sotto il naso l'ultima occasione di andare a vedere "Il divo", dell'idolatrato Paolo Sorrentino.

Io la vedo così: il film di Sorrentino è un prodotto estremamente innovativo, sicuramente nel circondario del cinema italiano, probabilmente anche in contesti a più largo raggio.
Perché un regista conosciuto in particolare per la narrazione attraverso le immagini, se ne va a duellare col mostro temibile della storia recente, contemporanea, inclonclusa? A maneggiare dati e date, a rischiare ricostruzioni secondo un unico punto di vista, a scegliere soppesandoli i passaggi cardine di un passato che influenza ancora troppo il presente?
Lo fa come ha sempre saputo farlo: con le immagini, e l'immaginifico, attraverso le date.
È un corpo rovesciato: invece di comporre uno scheletro di eventi su cui poggiare le strutture narrative tipiche del film, qui abbiamo una matrice di scene visionarie, d'impatto profondo, in cui vanno ad incastonarsi i fatti come da cronaca. I fatti, freddi, scorrelati ad una prima occhiata; ma che legati dal filo rosso delle emotività, si omogeneizzano in una mistura magicamente coerente, ed alla fin fine non di parte. È una magia: prendi un calderone, ci butti emozioni, fa un po' di bolle, affiora la realtà.

Se un messaggio davvero sublima, è quello della sopravvivenza necessaria che anticipa la mera politica sia negli aspetti etici che in quelli morali. La neutralità, nel ruolo di chiave di volta sacrificale di Giulio Andreotti, è l'espressione della figura del protopolitico, dell'elemento fulcro che si accolla le pesanti responsabilità che scaturiscono dal reggere le redini di un Paese imberbe e ferito. Scavando ben dentro il benessere, il boom, l'industrializzazione, la coscienza sindacale, lì dove non ci sono più le coreografie dei partiti, sul fondo, a reggere la baracca, si trova il suo sistema di scambio di binari, a discernere ciò che si deve fare e ciò che non.

C'è grande tendenza alle raffigurazioni faraoniche del protagonista, con lui al centro a dividere verticalmente la scena perfettamente simmetrica, ed a destra come a sinistra elementi pari di oggetti rappresentativi, come monili in una tomba egizia. Ripetuto anche l'uso di uno scorrimento lento che sa quasi di videogioco: un lento parallasse, con gli attori che si muovono appena dietro il primo livello di elementi (alberi, generalmente).
Servillo ha la capacità di annichilirsi nel personaggio Andreotti, proprio lui così caratterizzante in ogni altro film. Ciò mette in risalto le altre figure di primo piano, tra le quali mi preme citare la Signora Enea di Piera degli Esposti.

::8/10Non è un prodotto di facile fruizione, se qualcuno dovesse dirmi che ci s'è un po' annoiato lo giustificherei, in sincerità. Ma lo inviterei ad una seconda visione.
Questo non dipende poi tanto dal grado di interesse e conoscenza dei fatti richiesto allo spettatore, quanto invece dall'uso davvero particolare che Sorrentino fa della macchina cinema, e che necessita del suo doppio ruolo di regista e sceneggiatore.
Se l'estetica sorrentiniana vista nelle opere precedenti ha fatto parlare di "nuovo cinema italiano", come definiremo questo salto quantico? "Nuovissimo cinema italiano"?
O finalmente di queste banalizzazioni non c'è n'è più bisogno?

»::Kekule | cinema | 10:33 | ::commenti (7)

::14/08/2008

::non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore

::scioè gueshdo è il sphirito cuita che mi potta ai succezzoChe belli gli atleti alle olimpiadi.
Aldilà di ciò che fanno e che rappresentano, andando oltre il bagaglio di lavoro e, probabilmente, anche di rinunce, che li ha portati ad essere come sono, è impossibile non soffermarsi sulla bellezza dei loro corpi.

Non si tratta solo di un fattore estetico statico e puramente visivo: se è darwinianamente vero che l'uso sviluppa l'organo, la cosa che colpisce maggiormente per dinamismo, più che per immagine, è proprio l'armonia strutturale dell'atleta in relazione alla sua specialità ginnica. Nell'atto stesso, è evidente come tutta quella roba che si porta appresso non stia lì per far coreografia, ma segua obbediente l'intento cinematico del suo portatore.

Ovviamente, come non sentirsi un po' piccini, al cospetto di tale rappresentazione esistente, anche di muscoli sì, ma prima di tutto della dedizione quasi stoica verso il proprio obiettivo: migliorarsi, primeggiare, nel caso vincere.
Poi, questa ammirazione che quasi sfocia nell'invidia, in gran parte, e forse per fortuna, sfuma. Perché a fine competizione gli atleti fanno una cosa brutta brutta: parlano.

Sentir gli atleti parlare chiarisce molte cose. Intanto, è inutile attaccarsi come cozze allo scoglio su sciocchezze come i soliti congiuntivi et simila. Non è questo il punto.
Il punto è che alla fine della fiera, capisci che per perseguire la tua mèta sportiva, ciò che davvero ti è indispensabile è una mente semplice e lineare, settaria banale ed un po' tonta. Non puoi permetterti dualismi logici, sei una freccia scoccata e devi centrare il bersaglio, e punto.
Prima della gara, carica più Vasco Rossi un puglie dei sobborghi di Marcianise che John Zorn un fighetto qualsiasi, seppur bravo, coi guantoni: hai voglia a giustificarti con l'inarrivabile complessità della sperimentale, Ciccillo Esposito ti fa una faccia gonfia così a suon di "Bollicine"!
Gioca a favore di questa tesi anche la cura del proprio corpo a botte di tatuaggi roboanti, una cosa tra il portoricano macho, lo spacciatore bulgaro e le voglie delle sciampiste estive nei lager vacanzieri del Mar Rosso. Tristezza in comodi monouso.

In questo campo, s'è dimostrata a dir poco siderale la Vezzali, fiorettista neocampionessa olimpica, ed ennesima rappresentante similciellina tra i medagliati di Pechino 2008 (ma questa vuol essere solo un'aggiuntina gratuita, leggete la sua biografia, brividi). In due soli giorni dal meritato oro olimpico, Valentina ha citato in modalità patriarchica testi di Eros Ramazzotti e Papa Giovanni Paolo II, come anche alta cinematografia quale "Rocky" col piglio di chi l'ha visto anche più di due volte. Mancano ancora all'appello "Bella in Rosa", Birba il gatto di Gargamella e Padre Pio.

Oh come al solito mi sono lasciato prendere la mano, ma è solo becera ironia la mia: son tutti bravissimi e bellissimi. Ma una cosa è certa: ora che li ho sentiti parlare, ho ben capito a cosa, prima di tutto, hanno rinunciato. E direi che io non mi sento ancora pronto e capace a compiere tale passo, un plauso a costoro.
E comunque io al brano tostissimo "SidStyler" su StepMania ho B al livello medio, vediamo quanto son bravi loro, ecco.

»::Kekule | fuffa, opinioni | 16:49 | ::commenti (10)

::22/07/2008

::comunicazione urbana povera 11

Dai, forza, poche ciance: se davvero c'è da ripartire col blog, merita farlo dai capisaldi.
Era da un po' che non interrogavo i muri muri muri delle mie brame della mia città. Anzi, pensavo si fossero ammutoliti, oppure algidamente rinchiusi in uno snobismo dalle velleità troppo nobili per riuscire a comunicare in modo semplice e popolare. Ed invece no, ero io a non saper più ascoltare.
Ma poi, una luna d'estate piena di tormenti desideri e domande, mi ha catapultato per l'ennesima volta nella città, tra i libri della sua biblioteca più sporca, più immediata, più vera.
Come già successo in precedenza: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci.

::l'illusione del comunicare::l'illusione del comunicare
Che? Cosa? Che diamine faresti tu?
No guarda, mettiamola in chiaro questa cosa: non è che ogni volta che scrivi una puttanata su di un muro, terminando l'ultima lettera con un accenno di freccina stilizzata striminzita, "hai fatto tag". Guarda che la vedo, la tua disperata voglia di metropoli fumose, locali sospetti, storie borderline; la capisco, in un certo qual modo!
Ora però dai, torna a casa, hai l'esame prossima settimana e non sai ancora abbastanza, da Castrovillari papà ti avrà anche ricaricato il bancomat...

::cellulari::cellulari
Nel senso duplice della parola. Povero Vittorio CG, torna tra noi, questa città rivuole il tuo dominio delle sale cinematografiche ingombrante e censorio. Sei pronto per finanziare un'altra magnificenza partorita dalla brillante mente di Ceccherini? Oppure un altro film ben girato da un redivivo Nuti, magari sponsorizzato dalla Jack Daniel's?
Sì va bene free Mandela, free Valpreda e tutti gli altri. Ma free anche zio Vittorio!
 

::ma direi proprio di sì::ma direi proprio di sì
No, aspetta, come "non basta"?
Capisco lo stagliarsi contro le difficoltà, capisco anche la citazione del monolito, bene, bravo, complimenti.
Eh però non sei nemmeno riuscito a finire la frase per mancanza di spazio, direi proprio che basta eccome a fermarti, eh, altro che storie!
 

 

::cyrano is dead::cyrano is dead
È l'infinita disfida tra amore e grammatica, che continua e continua, oltre i confini del tempo. E che fa infuriar battaglia anche sul fronte delle note ad indicazione localizzata, a suon di pedanteria e bestemmie.
Certo, se l'amore di per sé è così decadente da essere assimilato in partenza ad una foglia caduta, un pò la blasfemia te la vai a cercare, però, eh!
E poi dai, su, quante storie, si sa tutti che l'amore è sgrammaticato per definizione. Altrimenti sarebbe l'amicizia!

::oggi hai parlato troppo::oggi hai parlato troppo
Mavafanculo.
 

 

 

 

::come dei simbolici big jim::come dei simbolici big jim
Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perché ho saputo che sei uscita col tafano ieri sera, e...perché? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo? Tu hai detto: no, devo studiare. E va beh, se poi esci con lui...cioè, perché non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non è un problema per me, perché io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.

::caseario molleggiato::caseario molleggiato
Sì, sta bene, come volete voi...
Ma che non si millanti poi che il pecorino sia "lento". Non è lento, è solo stagionato, ingiusti che siete!
Con ventiquattromila caci, in bagno passano le ore...

 
 

 

::kindergarten blasphemy::kindergarten blasphemy
D'altronde, perché buttarsi sin da piccoli nella bestemmia becera ed ignorante?
Un passo alla volta, meglio avvicinarsi alla sacra arte del porcodiismo in modo più gentile ed accorto, dosando anche terminologie più pacate e, perché no, più vicine all'immaginifico della propria giovane età: madonna suina, gesù allibratore, dio sponsor...

 

::cala il carico a spade::cala il carico a spade
È la novità dell'estate 2008!
Prova anche tu il rivoluzionario metodo Di Girolamo per dimagrire! Studi scientifici certificati da importanti università europee, hanno dimostrato il ruolo sinergico di specifiche attività, nella lotta contro il grasso superfluo. L'azione combinata del tressette e dell'eroina vi donerà tono muscolare, ed eliminerà quelle grossolane maniglie dell'amore alle quali la vostra ragazza si ostina ad appendersi per fingersi comunque ancora attratta da voi.
E quando il tressette diventa "col morto", è il momento di dimagrire sul serio!

::lo squadrismo delle donne libere::lo squadrismo delle donne libere
No ma qualche altro simbolo postfemminista come firma?
Porca miseria, una cosa così è come se mi forzassero in gola il cadavere di Mia Martini con in braccio la serie Harmony dal '74 all'87, immerso in un lago di miele ed annaffiato con tanto tè equo e solidale!
No dai, troppo pathos, poco patè. Sembra ci crediate talmente tanto che sembra non ci crediate davvero più.

 

»::Kekule | foto, comunicazione | 12:40 | ::commenti (10)

::05/07/2008

::music of the spheres/mike oldfield

::music of the spheres/mike oldfieldDopo i dischi pop, rock, ambient, techno, classici, da camera, da soggiorno, che fanno il caffè, che fanno la pipì e chiamano la mamma; prima di quelli reggae che sicuramente un giorno scaturiranno dalla malata mente di uno dei cloni riprodotti dai suoi geni: ecco, in mezzo, Michael "Mike" Gordon Oldfield ha lanciato sto disco nelle charts di musica classica di mezzo mondo.
Il mio blog era bell'e andato, quindi la recensione ve la ciucciate adesso.
Che alla fin fine, di recensione non si tratta, non voglio mettermi a sindacare le tracce una per una. Diamo quindi un'occhiata d'insieme.

Intanto, cautamente e con timore, ci assicuriamo che non spuntino campane tubolari, dalla confezione, dai brani, dappertutto: non se ne può davvero più. Invece, vai per ascoltare il disco e, sì, si riconoscono chiare derive dai pezzi più famosi, specialmente "Tubular Bells". Ma sono talmente ben sfumate e così strategicamente incastonate col resto, da svolgere puro lavoro subliminale. Ci hai fregati ancora una volta, diavolo di un Mike.
Complimentoni anche per la copertina più brutta e cafona di tutte le terre emerse, e per il micidiale pippone new new age riguardo la Musica Universalis, messo bello in mostra sul sito ufficiale, casomai qualcuno dovesse esserne inconsapevole.

La prima cosa che si nota è la registrazione paurosamente pulita. Capisco che per portarla a compimento siano stati utilizzati mezzi più tipici del mercato di musica classica, ma davvero, qui siamo a qualità cristallina, nonostante l'utilizzazione di strumenti insoliti, alle volte, per un'orchestra.
La miscela tra i temi tipici della chitarra oldfieldiana e la struttura sinfonica è riuscita davvero bene, tant'è vero che di quest album ci si ricorda dei pezzi. Mentre dei recenti passati, più personali ed in teoria più fruibili per i fan, ben poco resta, sia in mente che nel cuore. C'è di più: questo giocare su pochi temi principali, e presentarli al massimo da diversi punti di vista, ricorda l'Oldfield degli anni '80, quello di "Islands". Personalmente, la trovo una nota positiva.

A chi si sarà affidato zio Michelino Vecchiocampo per organizzare questo popò di progettone, con tanto così di pianista talentuoso, e che è salito più volte al primo posto delle charts britanniche nella categoria "classica"?
È così che si scova il nominativo di tal illustre signor Karl Jenkins, produttore e direttore d'orchestra. Jenkins Jenkins Jenkins...'spett'un po' che mi dice qualcosa... ::7/10Ah ma sì, è il padre degli Adiemus! Quel fantastico progetto di musica corale cominciato benissimo e finito nello schifo più totale, uno dei più grandi tradimenti in campo musicale che abbia subìto mai. Ma dai, allora questo è il fortunato incontro di due vegliardi sui generis. Ed in questo caso, tutto può succedere, anche che quel disco tutt'altro che straordinario non esca da lungo tempo dalle tue playlist.

»::Kekule | musica | 10:22 | ::commenti (2)