::23/11/2008

::renault reazionaria

::come la va la va andrà male

Ricordi quando dicevi che le ragazze non servivano a niente? Quando dicevi che non avresti mai usato un computer? Quando dicevi che non ti saresti mai tagliato i capelli?
Ricordi quando dicevi che Renault non faceva per te?

Non lo hai ancora capito che chi ti vende le cose sa aspettarti al varco, ad ogni tuo passo generazionale, falso o meno che sia? Non vedi come riusciamo ad illuderti che tu sia meglio ora?
Non servivano a niente le ragazze, eh? Eccoti lì, sposato per una motivazione che sta nel mezzo tra la sicurezza di un affetto abitudinario e la costrizione naturale di un primo figlio inaspettato.
Mai un computer? E la pancetta che ti cresce mentre giochi a PES, chino, ipnotizzato sul plasma del living, dove la metti?
I capelli lunghi, ma siamo seri! Al primo accenno di stempiatura te la sei fatta sotto, ed ora ti radi fingendo tu lo faccia per scelta!

E quindi su, dai! Suggella anche tu l'ingresso in questa bella società di megabaccelli da invasione degli ultracorpi triste, non fare il Sutherland urlante. Compra anche tu l'auto giusta, l'auto per l'uomo calvo, sentimentalmente agonizzante, quotidianamente larvale, l'uomo che piace a noi del Mercato.

»::Kekule | comunicazione | 23:57 | ::commenti (5)

::14/09/2008

::cadute di stilo

::elementi di cronaca fondamentale

E non solo! Dalla traiettoria di caduta, i contadini del posto hanno saputo leggervi il calendario della semina per i prossimi sette anni, le fasi lunari, gli avventi dei corpi celesti.
Nel punto esatto in cui il Sacro Alimento ha toccato il terreno, il miracolo: come portato da un vento divino, dal nulla, è sorto un monastero di formiche francescane inneggianti al Signore.

Al contatto con la nuda terra dell'Agnello Carboidrato, è seguito un sordo evento sismico, registrato da tutti i laboratori circostanti Lourdes, protagonista di un ulteriore miracoloso segno divino. Infatti, tutti i sismogrammi risultavano essere questa frase di senso compiuto:"Sarà ora di cominciare a curarsi sul serio?"

»::Kekule | fuffa, comunicazione | 13:35 | ::commenti (5)

::22/07/2008

::comunicazione urbana povera 11

Dai, forza, poche ciance: se davvero c'è da ripartire col blog, merita farlo dai capisaldi.
Era da un po' che non interrogavo i muri muri muri delle mie brame della mia città. Anzi, pensavo si fossero ammutoliti, oppure algidamente rinchiusi in uno snobismo dalle velleità troppo nobili per riuscire a comunicare in modo semplice e popolare. Ed invece no, ero io a non saper più ascoltare.
Ma poi, una luna d'estate piena di tormenti desideri e domande, mi ha catapultato per l'ennesima volta nella città, tra i libri della sua biblioteca più sporca, più immediata, più vera.
Come già successo in precedenza: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci.

::l'illusione del comunicare::l'illusione del comunicare
Che? Cosa? Che diamine faresti tu?
No guarda, mettiamola in chiaro questa cosa: non è che ogni volta che scrivi una puttanata su di un muro, terminando l'ultima lettera con un accenno di freccina stilizzata striminzita, "hai fatto tag". Guarda che la vedo, la tua disperata voglia di metropoli fumose, locali sospetti, storie borderline; la capisco, in un certo qual modo!
Ora però dai, torna a casa, hai l'esame prossima settimana e non sai ancora abbastanza, da Castrovillari papà ti avrà anche ricaricato il bancomat...

::cellulari::cellulari
Nel senso duplice della parola. Povero Vittorio CG, torna tra noi, questa città rivuole il tuo dominio delle sale cinematografiche ingombrante e censorio. Sei pronto per finanziare un'altra magnificenza partorita dalla brillante mente di Ceccherini? Oppure un altro film ben girato da un redivivo Nuti, magari sponsorizzato dalla Jack Daniel's?
Sì va bene free Mandela, free Valpreda e tutti gli altri. Ma free anche zio Vittorio!
 

::ma direi proprio di sì::ma direi proprio di sì
No, aspetta, come "non basta"?
Capisco lo stagliarsi contro le difficoltà, capisco anche la citazione del monolito, bene, bravo, complimenti.
Eh però non sei nemmeno riuscito a finire la frase per mancanza di spazio, direi proprio che basta eccome a fermarti, eh, altro che storie!
 

 

::cyrano is dead::cyrano is dead
È l'infinita disfida tra amore e grammatica, che continua e continua, oltre i confini del tempo. E che fa infuriar battaglia anche sul fronte delle note ad indicazione localizzata, a suon di pedanteria e bestemmie.
Certo, se l'amore di per sé è così decadente da essere assimilato in partenza ad una foglia caduta, un pò la blasfemia te la vai a cercare, però, eh!
E poi dai, su, quante storie, si sa tutti che l'amore è sgrammaticato per definizione. Altrimenti sarebbe l'amicizia!

::oggi hai parlato troppo::oggi hai parlato troppo
Mavafanculo.
 

 

 

 

::come dei simbolici big jim::come dei simbolici big jim
Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perché ho saputo che sei uscita col tafano ieri sera, e...perché? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo? Tu hai detto: no, devo studiare. E va beh, se poi esci con lui...cioè, perché non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non è un problema per me, perché io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.

::caseario molleggiato::caseario molleggiato
Sì, sta bene, come volete voi...
Ma che non si millanti poi che il pecorino sia "lento". Non è lento, è solo stagionato, ingiusti che siete!
Con ventiquattromila caci, in bagno passano le ore...

 
 

 

::kindergarten blasphemy::kindergarten blasphemy
D'altronde, perché buttarsi sin da piccoli nella bestemmia becera ed ignorante?
Un passo alla volta, meglio avvicinarsi alla sacra arte del porcodiismo in modo più gentile ed accorto, dosando anche terminologie più pacate e, perché no, più vicine all'immaginifico della propria giovane età: madonna suina, gesù allibratore, dio sponsor...

 

::cala il carico a spade::cala il carico a spade
È la novità dell'estate 2008!
Prova anche tu il rivoluzionario metodo Di Girolamo per dimagrire! Studi scientifici certificati da importanti università europee, hanno dimostrato il ruolo sinergico di specifiche attività, nella lotta contro il grasso superfluo. L'azione combinata del tressette e dell'eroina vi donerà tono muscolare, ed eliminerà quelle grossolane maniglie dell'amore alle quali la vostra ragazza si ostina ad appendersi per fingersi comunque ancora attratta da voi.
E quando il tressette diventa "col morto", è il momento di dimagrire sul serio!

::lo squadrismo delle donne libere::lo squadrismo delle donne libere
No ma qualche altro simbolo postfemminista come firma?
Porca miseria, una cosa così è come se mi forzassero in gola il cadavere di Mia Martini con in braccio la serie Harmony dal '74 all'87, immerso in un lago di miele ed annaffiato con tanto tè equo e solidale!
No dai, troppo pathos, poco patè. Sembra ci crediate talmente tanto che sembra non ci crediate davvero più.

 

»::Kekule | foto, comunicazione | 12:40 | ::commenti (10)

::10/03/2008

::divide et impera - 3 di 3: più di mille parole

Guardare le figure è più facile che leggere.
Se usi bene il linguaggio delle immagini, non solo puoi far comprare il tuo prodotto, ma puoi contemporaneamente concimare i consumatori, in vista di una nuova proposta, di una nuova esigenza da far soddisfare. Di nuovi tabù fasulli da abbattere davanti agli occhi della tua audience per far credere loro di essere davvero liberi di decidere.
Se usi bene le immagini, puoi vomitare nefandezze senza timore di essere denunciato.

::isoradio 103.3 chissà perchè gli incidenti eh?

New Saab 9.3 TTiD.
Passi con l'auto ed il camionista è disturbato dal tuo passaggio supermacho.
Se davvero con quest'auto fai sbarellare i camionisti, non sei fico. Sei un criminale. Oppure in quest'auto c'è qualcosa che davvero ma davvero non va come dovrebbe. Bel messaggio, complimenti.

::scioè scioè non bozzo fare le fote sensa le lendih

Spot introvabile delle lenti a contatto, forse Focus Dailies della Ciba Vision (Novartis).
Perdonatemi, l'ho cercato in lungo e in largo, ma non lo danno più in tv, e non esiste in rete; anche l'immagine sopra è un montaggione ideale. È quello della fotografa biondina che non può lavorare sin quando non mette le lenti, per raggiungere il truzzo mulatto a torso nudo.
Skateboard e snowboard, skateboard e snowboard, skate e snow skate e snow, che palle, non si vede altro da un paio d'anni. Va bene, abbiamo capito che sono zzziòvani e fighi, e farli vedere attizza l'acquirente zzziòvane; però una trama forzata così, architettata per far vedere la tartaruga fotoscioppata di lui e l'ennesimo skate, non può che assurgere al sacro livello di pippah pippah e ancora pippah.

::spupuzziunato pe quanto ricuarda le dimenzioni del cambio

Dodge Nitro.
Il medio figuro panzerotto e calvetto con automobile non fica, chiede aiuto al bel selvaggetto truzzodotato di SUV abbondantissimo, per ricaricare la batteria. Finale esplosivo, grasse risate hahaha...mah.
Ci si potrebbe anche fermare alla pietosa voglia di machismo tecnologico, cafona pacchiana e sovrabbondante, certo. Ma non meno di ciò che pubblicizza, no? Quindi assolutamente in linea...
Invece la cosa avvilente è il passaggio forte e dissonante che si percepisce: prima, il rapporto civile che va aldilà delle disparità dei due, prego grazie scusi; poi, a tragedia avvenuta, nessuno più ad essere gentile, per il signore mediocre che ha subìto anche danno, ma solo questo minaccioso bestione con i fanali fissi su di te, titano punitivo dallo sguardo severo ed un po' camorrista. I cattivi vincono sempre.

Basta, troppa tristezza, troppo sopruso, troppo orrore. Mi va di aggiungere una cosa che non c'entri nulla, ma che strappi un sorrisino per chiudere offtopic questo trittico.

::signora non si preoccupi ora la portiamo da chi potrà aiutarla

Vicks Honey
"Quella tosse mi preoccupa", le dicono le foto.
Ah, la tosse, ti preoccupa? La tosse? E non sei preoccupata del fatto che stai interrogando delle fotografie? E che queste ti rispondano?
Non senti arrivare la depressione da casalinga? Non senti questo suono di sirena che si fa sempre più serrata verso casa tua?


::12/10/2007

::la verità sul tonno

Ha dello scandaloso. Davvero
Ma non s'era detto che su internet c'era tutto, e nulla sarebbe andato perduto? È bastato un solo ricordo del mio amico Matteo per mandare in corto il Sistema. E se funzionasse al contrario? E se invece la rete fosse un modo per affogare le vergogne sotto una pila di fuffa?
Non voglio nemmanco pensarci, e lascio volentieri la parola a Matteo. Voi intanto: meditate.

Nel lontano 1994 o giù di lì, una pubblicità da TSO circolava impunita dentro i teleschermi italici. Indimenticata sicuramente dai miei neuroni, ::la benedizione della flotta di tonnare a groix/paul signacbruciati in quantità industriale da una cotale visione avuta dopo aver assunto soltanto della Gassosa Cefalo, questo capolavoro conteneva una sorta di musical ambientato in un supermercato.

Una signora, intenta a svolgere nel supermercato d'ordinanza l'annosa scelta della scatoletta di tonno da aggiungere alla sua spesa, e sospesa sognante tra un Alco e un Rio Mare, si imbatte in un figuro, travestito da Nostromo che le si avvicina saltellando e proferendo le parole: "Se lei sapesse come è fresco vorrebbe il mio".
La signora, incerta tra un approccio di tacchinaggio estremo e il dubbio di aver assunto troppa coca cola con l'aspirina, rimane esterrefatta e ferma dinanzi alllo scriteriato individuo che ha di fronte. E il nostro eroe si lascia andare, avventurandosi in un memorabile musical saltellando, completamente in acido, tra banchi dei surgelati e pacchi di fusilli, e vantando le mirabili imprese che il cervello, o quel che ne resta, di questa specie di Don Chisciotte del Tufello, ha partorito nel suo delirio: "Tonno Nostromo ha la sua flotta, e quel Nostromo sono Io".
La signora è sempre più perplessa, ma il Nostr'Omo è assolutamente incontenibile e continua a inanellare canoro doppi sensi univoci, lanciatissimo: "così il mio tonno sono sicuro è sempre come dico io", per concludere la sua irripetibile performance avvinghiandosi alla signora riottosa in un caschè da pane e provolone e urlando quel fragoroso "Signooooora miiaaaa" che mi ha provocato lo stesso effetto di Arbore sul Papa.

Un paio di settimane fa infatti mi sono ritrovato a cantare questo bel refrain, come un coglione, mentre mi facevo una doccia e il passo successivo è stato quello di cercare lo spot su Internet per rivederlo e bearmene. Ma qui alla coglionera imperante si è sostituita l'incredulità, e poi lo sgomento.
Niente di niente. In nessuno dei soliti siti contenitore di video e di amenità varie c'era traccia del musical nostromide, a parte un eroico e solitario individuo, mentre lo spot del Tonno Insuperabile giganteggiava ovunque, in una condizione di assoluto monopolio, come se non fosse mai esistito quel capolavoro.
Allora ho deciso di passare all'azione. Non è possibile assistere passivi a un tale evento, chiaramente un complotto plutopippotonnomassonico ordito dai poteri forti in combutta con il Tonno Insuperabile. Bisogna tenere viva la memoria del nostro eroe, non possiamo dimenticarcene. Va trasmessa come esempio.

Dopo avere sopportato i peggiori crimini in Italia, i depistaggi di Ustica e gli insabbiamenti delle stragi di Stato, è arrivato il momento di dire basta. Non possono cancellare la memoria del nostro amico lisergico del supermercato nell'indifferenza generale. Videocassette vecchie che prendono la polvere devono essere aperte per trovare almeno una traccia di questo crimine. Non possono averla vinta i Poderi Forti e il loro odioso disegno.
Per questo oggi, l' 11 di ottobre, viene istituita la Giornata della Memoria del Nostromo. E incominciamo a frugarci per trovare finalmente questo spot. Amen.

»::Kekule | fuffa, comunicazione | 01:07 | ::commenti (13)

::01/10/2007

::dozzinalità ecologiche

Lo spot televisivo del marchio Finish, gamma di prodotti dalla Reckitt Benckiser, trasmesso qualche mesetto fa, conteneva un messaggio davvero forte: lo sapevate che la lavastoviglie, a dispetto di ciò che si è sempre detto, rappresenta un'alternativa economicamente vantaggiosa rispetto a detersivo, acqua ed olio di gomito?

La prima volta che ho visto questa pubblicità ci son rimato davvero incredulo: ma come, e tutti gli insegnamenti della mia mamma, sulle quantità di stoviglie da lavare, su come usare l'acqua, sulla diluizione del detersivo? Questi citano addirittura uno "studio", fatto da chissà chi, genericamente citato ma senza alcun riferimento percorribile per accertarsene.
::oé ma che ma siamo tredici a tavola?Sarà stato per questa mancanza di dati che per un pò tale spot è svanito nel nulla. Per poi ricomparire, identico, ma con una piccola nota scritta in basso:"Studio condotto dall'Università di Bonn, valido per 12 coperti". Ah ecco! Volevo ben dire! Per avere un vantaggio economico ed ecologico, bisogna imbastire sempre pranzi da dodici, una continua Ultima Cena in pratica, ottimizzare pertanto lo spazio nella lavastoviglie sempre sempre sempre.

Andiamo a cercarcelo, sto studio, allora. E grazie anche a Blogeko, che se ne è (pre)occupato in profondità ben prima di me, arrivo alla pagina del Guardian che lo riporta. I 113 individui messi in competizione con la lavastoviglie hanno effettuato i lavaggi nei modi più disparati. La media dei loro dati si è rivelata utile al sostegno della tesi solo in base alla miglior situazione operativa (12 coperti, appunto: piena completa) della lavastoviglie. Ma la fetta di utenti che ha lavato "coscientemente" i suoi piatti, se l'è mangiata a colazione la macchina, in quanto a risparmio di risorse!
Peggio ancora: lo studio non copre il computo energetico totale dell'uso della lavastoviglie, dato che non considera uso rendimento ed impatto ambientale dei detersivi, costruzione, trasporto e smaltimento della stessa.

Ben vengano le iniziative ecologiche Finish, e lungi da me demonizzare una mano santa come la lavastoviglie, specie per le aziende e le famiglie numerose. Resta però il fatto che le poche decine di secondi autobalanizzantesi in televisione, giocano a ficcare in testa agli utenti che, genericamente, "con la lavastoviglie si risparmia e si fa contenta Mamma Natura". Male! Inoltre la multinazionale si è bullata dello studio tedesco, ma si è tenuta ben lontana da linkare un riferimento diretto, in nessuno dei siti che la rappresentano. Malissimo!
Lo studio dice invece che basterebbe educare la popolazione all'uso strategico e non consumistico della macchina, al dosaggio responsabile dei detersivi, alle tecniche di lavaggio a mano, per avere il vero risparmio economico ed il vero vantaggio ecologico.
Sfortunatamente, queste tre cose fanno consumare meno prodotti. Guarda caso, eh?


::16/04/2007

::comunicazione urbana povera 10

Cosa c'è di meglio di un post del genere per festeggiare la resurrezione (parziale, mannaggia!) del server ungherese che ospita le immagini?
La risposta è: parecchio altro, ma tant'è. E questo perché quest'anno sono costretto all'uso dell'auto per raggiungere il posto di lavoro ogni santissima mattina, mica come l'anno scorso, sempre in bici, esposto al sole alla pioggia alle scritte sui muri!
Fortunatamente, arrivano in soccorso gli amici: un grazie a Matteo, Daisuke Ido ed al Prof. Antonio Sofi per i graditissimi, validissimi, contributi.
I precedenti capitoli della tribolata saga: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto e nove.

::no spazaran!::no spazaran!
Hasta la porqueria siempre! La busta cerrada jamas serà vencida.
Popolo! Il PCCI, Partito Comunista Consumista Italiano sta sublimando le sue forze in uno sforzo compatto che parta dal basso per arrivare al bassissimo! Ecco le prime prove di un rigoglìo di attività sovversive comuniste ma anche consumiste: imbrattiamo con gli uniposca, che poi divideremo a casaccio tra campane differenzianti e cassonetti indifferenzianti; ascoltiamo musiche di rivolta però anche poetiche di cantautori genovesi morti, per sentirci più comunisti, anche quando il consumismo ci porterà a cambiare il lettore mp3 a scadenze annuali; moltiplichiamo i prodotti per il bucato con scuse banali su quanto sia davvero importante l'ammorbidente per la Causa! Que viva monnezza!

::ribellione adamitica::ribellione adamitica
Se anche la religione cristiana considera il lavoro una punizione divina (Gn, 3:17), un maledetto motivo ci sarà! Dopo duemila anni, ecco l'alzata di capo del moderno Adamo, la quale non poteva non essere seguita da dolente bestemmione nordestino che, diciamolo, ci sta anche bene.
In tutto ciò, non a caso è il muro di città a fare le veci dell'Albero della Conoscenza:"Nell'Eden urbano potrai scrivere dove vorrai, sulla carta con l'inchiostro, sui vegetali per intarsio, sul pc pemendo tasti; solo sui muri non dovrai scrivere mai...".

::della pera il cantor::della pera il cantor
L'emostatico laccetto
denti aguzzi va cercando
liberando col morsetto
l'altro braccio, l'operando.
Bolle dentro non ne tiene,
premo e sol liquìdo sale,
nelle vene mi sovviene
tutto il bene del mio male.

 

::escalation cromatica::escalation cromatica
Uno dei mirabili esempi di comunicazione urbana collettiva virale, volontà di interazione zampillante da tutti i pori. Ti fa venir voglia di comprare una bomboletta di spray giallo oro per appostarti nottetempo ed aggiungerci:"Ma anche col giallo però eh!", in formato millemila per altrettanto, con aggiunta di immensa wallart senza senso apparente. Ovviamente, in attesa dell'avventore con lo spray rosso e con intenzioni megalomani.
Certo che non si può dare un dito, che c'è sempre chi si fa prendere la mano, tutta, in tutti i sensi.

::no dantetour? ahiahiahiahi!::no dantetour? ahiahiahiahi!
Il lato scontento della filosofia "no guru", l'incontenibile bisogno di mèntori, la necessità di una guida etica e spirituale, tutte insieme unite ad un eccesso di tempo libero e di vernice rossa in casa.
Scritta nell'imbarazzante convinzione da liceo di aver avuto l'ideona letteraria del secolo, quest'opera non disdegna il vezzo di fare della O finale un emoticon dallo sguardo torvo e malevolo.
Il trionfo murale della sindrome di Stoccolma, ben prima di scegliere l'università.

::l'amore è un astronauta::l'amore è un astronauta
...cantava l'indimenticabile Federico Stragà (grazie maiamaia!), addirittura da sobrio! Come "Chi cazzo è?", oh, Federico Stragà! Non mi cadete sui rudimenti, su.
Evidentemente la teoria, già valida al tempo, supportata da corollari nobilissimi quali "mia nonna è un'astronauta", è stata in qualche modo assimilata oltreoceano: sì va bene, l'ammmòre è più importante delle ricchezze...ma l'avete mai vista l'Arcadia di Capitan Harlock? No? Dovreste imparare a suonare l'ocarina allora. Non c'è gara tra un'astronave e la vostra ragazza, non c'è confronto...

::metrica (at)tentatrice::metrica (at)tentatrice
Quando la scritta murale si collettivizza per vie malsane quali il nonsense in rima baciata, ci si rende conto che nulla può spezzare la catena dell'orrore così innescata.
È una vera e propria espressione numerica che non converge, una moltiplicazione frattalica di incontenibile potenza, e questo perché ognuno ci aggiunge del suo, a sua volta commentabile ed espandibile. Chissà ad esempio, cosa svilupperà nei giorni a venire la pur semplice aggiunta di simboli di anarchia e pace messì lì per puro vezzo liceale...

::il giardino delle vergini imbecilli::il giardino delle vergini imbecilli
Noooo, invesce è ghe di zei innamoraaaata... L'ammmòòòre è così, ti fa sendire le vambate ti galore e ti sendi popo un bò così, gome zulle nuuuvole.
Ho odiato questa scritta da subito. La ricercatezza dei caratteri tradisce la non spontaneità del gesto. Sopratutto, mi fa veramente uggia quel finale finto ironico amaro che vuole timidamente nascondere il zendimentho dietro una conoscenza ostentata della chimica delle storie tristi.
Sì, cara la mia imbecille: è il valium.

::nessuno escluso::nessuno escluso
Ma tutti tutti eh! Io che scrivo nottetempo su questo bel pannello quadrato dell'ENEL, tu che domani prenderai la macchina il treno il tram per andare al lavoro. Non c'è differenza, lo siamo tutti.
Però scriviamolo. Un giorno arriveranno a dirci che forse dieci giorni a New York a vedere le solite cose che si vedono in dieci giorni a New York, oppure un SUV dominatore di carreggiata, o una tv al plasma di faraonico metraggio, potrebbero salvarci dall'impietoso giudizio. Quando arriveranno, questa scritta sarà lì. A monito.

::prestazioni particolarissime::prestazioni particolarissime
Cioè, ma...intendi dire: "contemporaneamente"?

 

 

 

»::Kekule | foto, comunicazione | 12:04 | ::commenti (6)

::06/09/2006

::retroinfamia!

::sander/focus per x-'98 partyNessun segreto dura per sempre, lungi da me sfidare l'assiomatico o l'evidente. Sì, va bene, perché allora uno dei miei, di segreti, dev'essere svelato a causa di attualità così infamante?

Da veri appassionati di retrocoding, io e molti miei "colleghi" usiamo le macchine più vetuste di mamma Commodore, e delle comari di questa (Sinclair, MSX, Atari e minori), anche per lo stoccaggio ed il trasferimento arcisicuro dei dati. Ognuno di questi calcolatori ancestrali, infatti, ha generalmente il proprio formato univoco di immagazzinamento della memoria. Inoltre, il collegamento ad un normale PC attuale è cosa facile, e ciò permette promiscui scambi di dati, all'occorrenza.
Ma non si tratta di archeocriptaggio diretto: la profonda conoscenza riguardo computatori di così lunga data, è oramai appannaggio di ristrettissime cerchie di esperti; e questi ultimi hanno sviscerato ogni aspetto di quella macchina, potendo così aggirare i controlli di chiunque volesse accettarne la sfida.

Ricordate la folle ondata, cieca ed ingiustificata, contro i giochi di ruolo? O quella, oramai folcloristica, contro la violenza negli anime? E ricordate la discussa possibilità che Sailor Moon potesse minare la virilità degli italici preadolescenti?
Evidentemente, è un po' come il gioco della bottiglia, ed ora tocca a me. Stando alle prime anticipazioni riguardo l'intervista della sfortunata vittima, Wolfgang Priklopil, il rapitore di Natascha Kampusch, usava criptare i suoi dati mediante un Commodore 64. Il computer è ora al vaglio della polizia austriaca, che ha anche lanciato un appello, per ottenere quanto più aiuto possibile dagli appassionati in zona.

Va bene, dai, facciamo delle scommesse. Secondo voi, quanto ci metterà il cinico mercato della (pseudo)informazione a demonizzare retrocoding e retrocomputing in generale? Con quali particolari truculenti e piccanti, i giornalisti di minor peso (e con meno scrupoli, quindi) acquerelleranno il cupo profilo del geek malato? Secondo me, si riveleranno tutti così solerti, che mi sento in dovere di offrire il fianco, con un po' di immaginifico erotico ad 8bit, e quella protoviolenza ludica che dovrebbe far ridere, ma se usata a dovere...

Oh, inviatemi pure le vostre puntate di scommessa! Adesso iooo...eee...io sarò un po' impegnato a bruciare una montagna di floppy da 5¼, prima di avere visite improvvise in casa, ed essere arso vivo su pubblica piazza.


::31/08/2006

::comunicazione urbana povera 9

L'estate del 2006 non sfugge al paradosso della comunicazione urbana: la riduzione drastica del numero di abitanti esalta il fenomeno delle scritte sui muri. La ricerca di uno spazio adatto alla propria espressione, quindi, va a collimare con una maggior libertà di tempi e movimento, in virtù del calo demografico vacanziero. Al ritorno da spiagge monti e laghi, le ignare vacanziere scopriranno che anche la loro città s'è fatta fare lo sciacquettoso tatuaggio "ricordo dell'estaaaateeee". Però un tatuaggio più sincero e concreto di cose tipo "questo significa coraggio in giapponese".
Ai nuovi arrivati, è consigliata la consultazione dei precedenti capitoli della saga, vale a dire dei numeri uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette ed otto.

::io sto capendo la denz::io sto capendo la denz
Cioè guarda, un libro troppo bello, non puoi capi', ci so' ste sensazioni che proprio tu le sentivi già ma non sapevi come descriverle, sensazioni di noi donne per le donne con le donne sulle donne tra le donne...sensazioni proprio donna, insomma! Se penso a quegli stronzi de classe mia che se dimeneno'n disco, che se pèrdono st'ignoranti berlusconiani. O mi'fratello sempre davanti a'na televisione, che poraccio! Vai, faccio benzina allo scooter, poi voglio compra' quelle scarpe che ho visto, stasera pizza con gli altri e poi da Maurino che dice che c'ha 'na storia che te fuma lei a te.

::al supermarket dell'imbarazzo estremo::al supermarket dell'imbarazzo estremo
Mah! Io conoscevo la celebre Principessa Pesca, ma la Principessa Bietola Cike Cike, in tutta onestà, mi prende in pieno contropiede.
Le bietoline caciotte sono frutto di un innesto genetico sperimentale, immagino. Per quanto riguarda la piccola fruscella, io cedo le armi, davvero non oso immaginare quali possano essere le fattezze della fruscella media.
Una cosa è certa: non è salutare, tutto questo non può essere salutare, "monamur".
 

::shame di guerra::shame di guerra
Questa frase, chiaramente anti-Bush, in Italia coinciderebbe mediamente con l'incrocio deforme tra una maglietta del Che e la scritta "Italians do it better": un meccanismo bassamente ironico e di facile diffusione, perché chiunque possa dire un giorno:"Oui, ho preso una posizione anche io una volta".
Erano mesi e mesi che ne cercavo testimonianze anche qui in città, portato dall'americanina in vacanza studio, o dal pugliese in studio vacanza. E poi è apparsa, una notte. Ed è apparsa sul coperchio di una centralina della corrente, guarda un po'. C'è un filo rosso che unisce Bush, i suoi detrattori e la corrente di cui disponiamo, non trovate anche voi?

::poufff::poufff
Non mi basta che ti allontani, non serve strappare le foto dove ci sei anche tu, non cambia nulla se butto i tuoi regali. Bisogna eliminarti dal passato, è necessario che la tua esistenza sia spazzata via dallo spazio d'ogni dove e dal tempo presente passato e futuro.
Dai Sara, accetta la tua annichilazione totale. Sara: sparisci.
 
 
 

::mi consenta porcodio::mi consenta porcodio
Gentile Abitante Regolare di cotesta città,
io e l'esemplare di canide estrazione ch'è sempre meco nel mio peregrinare, Le scriviamo dal muro antistante la sua magione.
Con questa nostra, intenderemmo puntualizzare, semmai ve ne fosse ancora il bisogno, la nostra posizione nei confronti dello stile di vita Suo e dei Suoi consimili, onde diradare una volta per tutte le nebbie del dubbio sulla nostra posizione.
Certi di farLe cosa gradita, La salutiamo benevolmente, brindando idealmente con Lei con la birra trafugata al discount in piazza.

::essere un'immagine divina di questa realtà::essere un'immagine divina di questa realtà
Qui si va sul personale. Dei Gigi conosciuti, a me ne ritornerà sempre in mente uno e solo uno: un collega universitario, maestro jedi dello straordinario connubio tra comunismo militante e tendenza all'intrallazzo. Un trafficone untuoso inoculato in un pastrocchio di rivoluzionarismo facilone e populista, la cui laurea è in buona parte frutto di furberie varie.
Ora vive in una situazione sentimentale atipica, e guadagna facendo lo sciacallo delle case farmaceutiche, figura professionale vincente negli anni della sconfitta del lavoro. Per me, una finestra sul mondo reale. Un concetto, davvero.

::è che non te ne rendi...::è che non te ne rendi...
È che non te ne rendi neanche più conto.
Per quanto ancora intendevamo rimanere noi l'utente finale, la richiesta da soddisfare, lo scopo primario di tutto questo giro di offerte servizi lavoro? Eppure, dentro noi, sapevamo che sarebbe arrivato il momento narrato dalle leggende: Yamata no Orochi è abbattuto dall'eroe Susanoo, che a sua volta si trasforma in Horobi, ed attende un nuovo eroe per una nuova catarsi.
Adesso tocca al mercato richiedere i suoi sacrifici. Noi? Noi oramai siamo solo le distorsioni fononiche di questo processo entropico.

::...neanche più conto::...neanche più conto
È che non te ne rendi neanche più conto.
Devi scriverlo su di un'inferriata, all'ombra delle ombre di eventuali soggetti orwelliani appostati nella tua mente ormai paranoica, allo scopo di fare due passi indietro e rileggertelo.
Così te ne rendi davvero conto, sperando di non dimenticarlo mai più. Sperandolo vanamente, perlopiù.
(Si ringrazia ancora una volta il Prof. Antonio Sofi per il prezioso contributo).
 

::viaggio allucinante::viaggio allucinante
In queste città turistiche non c'è mai un ufficio informazioni laddove possa davvero servire, che noia! Te lo piazzano in posti sconclusionati, nei quali mai ti verrebbe l'idea di chieder di piazze vie e palazzi.
Chessò, ora... Ecco, c'è n'è uno in Via dell'Ipofisi, un altro in Piazza delle Contrazioni Involontarie, uno piccolo piccolo in Viuzzo del Battito Ciliare; passando, ne ho intravisto uno in Corso Cardiaco, uno grande, dev'essere trafficato.
Mai che se ne trovi uno in Viale dei Sentimenti, o Piazza delle Decisioni, per noi turisti dentro noi stessi, sempre senza bussola.

::incombe la passione::incombe la passione
Ti dà da pensare: forse violenza calcistica, forse vendetta dichiarata. Ma la prima è poco probabile, la seconda...mmm...boh non saprei.
Incredibilmente, è la terza soluzione ad essere quella papabile: questa non è altro che una dura, aperta, concreta, passionale confessione d'amore! Nient'altro che questo! E se uno porta dentro di sé un sentimento così potente, eppure così inconfessabile per la comune morale, non può che scriverlo nottetempo a caratteri cubitali. "Raso ai muri", si diceva una volta, eh? (Matteo grazie per la foto!).

»::Kekule | foto, comunicazione | 16:19 | ::commenti (12)

::14/08/2006

::vile agguato italiota

Estate durissima, quella del 2006.
Nel meglio delle famiglie del co.co.pro., la vittoria di un mondiale di calcio è stata condita ben bene da un dopaggio mediatico da colonietta. Per di più, sfortuna lo volle, non sono mai mancati gli argomenti da esagerare, così da ottenere discussione sufficiente per cullare a lungo lo spettatore, tra le soffici e suadenti braccia dello share. Durante il lungo evento, antifrancesismi gratuiti e fuori luogo, e mischioni clamorosi tra calcio USA-Iraq-pena di morte-presidenti non sveglissimi, hanno caricato a pallettoni di populismo le bocche di molti dei gggiòvani tifosi, da quelli Nike ai piedi ed orologio a destra, a quelli cioè ma che cazzo ma cioè ti dico 'sti ammeregani fassccciiisdi.

Pure per me è stata la gioiosa occasione di una micidiale festa in amicizia, in convivenza piuttosto tranquilla e rassegnata con le immancabili magagne. Nei confronti delle quali, bene o male, ci si sente abbastanza preparati, dopo tanti anni di pizze 'nduie mandolini ed ossibuchi.
Non mi aspettavo, invece, il crollo pressoché totale della blogosfera (specie quella fresca, gggiòvane e prevalentemente universitaria fuorisede), nell'epiteto cafoncello di massa. Sapeva di bulletti della classe che si fanno forti perché in molti. Su ogni blog, però, ogni mamma di Zidane era corredata da divertente cappello introduttivo, utente per utente sempre brillantemente differente, atto a schernirsi, a dare motivazioni di allegra socialità e leggerezza di spirito, o di eccezione più unica che rara, oppure di reale voglia di cantargliene due. Calabrolesìa d'ogni dove come se piovesse, per la quale, se hai da ridire qualcosa, ci si regola il bor7ismo tarandoselo su misura: giusto dopo di me, sei bor7; e cacca pipì pupù specchio riflesso.

Ma alla fine, via! Arriva la vacanza, quella vera. Abbandoni l'italietta delle romanticone in cerca di cieli irlandesi, ti dimentichi dei soliti vacanzieri filoiberici, ti lasci alle spalle i neodiplomati impegnati nell'usuale ridondante tragitto dettato dalla EF, e ti vai a prendere le cose belle che è difficile anche solo spiegare, in posti che le agenzie di viaggi ignorano. Via, fuor di colonietta!

E invece. Quando meno te l'aspetti.
Sotto i binari della stazione di Szombathely, subdola imboscata della Cremeria Motta. Vigliacca: carichi con tutto il tuo potenziale italiota quando ho la guardia abbassata.
Per citare dissacrando: vi faccio vedere io come va in vacanza un italiano. Bang.

::...mandolino ed ossobuco::pizza 'nduia...

»::Kekule | foto, comunicazione | 23:55 | ::commenti (4)